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Leccinum lepidum

Il Leccinum lepidum una volta era classificato come Boletus lepidus, ora è inserito nel genere "Leccinum". E' una Boletacea ricercata, con un pregio superiore a quello del Suillus granulatus, ad esempio, ma inferiore a quello delle specie "più nobili". Nelle zone di crescita è molto ben conosciuto ed è considerato un buon fungo, specie se raccolto a stadio di sviluppo non troppo avanzato, quando è ancora di aspetto tozzo e consistente.


Periodo di
crescita


Non si fa vedere
col caldo e il secco,
ci vuole del fresco
e abbondanti piogge:
da ottobre a dicembre
ed oltre, fino
a poter comparire
anche in primavera
avanzata, se le
condizioni climatiche
lo consentono
Come riconoscerlo

Il nome di questo fungo da' un'indicazione forte sull'habitat preferito: i boschi di Leccio.
Il Leccio, o Quercus ilex, è una quercia sempreverde, tipica dell'ambiente Mediterraneo e nei boschi da essa formati (spesso puri e molto fitti) è frequentissima la presenza del Leccinum lepidum. Il Leccino è rinvenibile anche nei tratti misti, Pino D'Aleppo/Leccio, della foresta Mediterranea. E' facile individuarlo, perché di dimensioni maggiori rispetto al Suillus granulatus, dal quale, oltre che per questo, si distingue per il portamento differente, l'assenza dei tipici granuli scuri sul gambo e l'habitat difficilmente pinicolo. Il gambo del Leccino è giallastro, fibroso e scaglioso; non presenta alcun reticolo ed è panciuto nei primi stadi di sviluppo, ma tende presto a slanciarsi. Può arrivare a 10 cm ed oltre. Il cappello presenta colori variabili, dall'avana al marrone molto scuro, ed è frequentemente cosparso di fossette, che gli possono conferire un aspetto vagamente "martellato"; può arrivare a 15 cm di diametro ed è quasi sempre viscido, meno che a tempo fortemente secco. La carne, se tagliata, mostra tenui toni "color vinoso" (che poi scuriscono) specie se si spezza il gambo all'attaccatura del cappello e si osserva la stessa dopo un po'. Non si tratta, comunque, di un vero e proprio viraggio.
Molto caratteristico è il colore giallo dell'insieme, che contraddistingue questo fungo, nei pori e nel gambo.
Il leccino risente fortemente delle condizioni atmosferiche:
l' esposizione ad una forte umidità tende ad alterarlo rendendolo non consumabile. Al contrario se nasce e cresce a tempo secco (dopo delle buone piogge, s'intende) presenta a lungo un aspetto ottimo.
Tubuli del
Leccinum
lepidum


Abbastanza lunghi e
gialli
,con pori
gialli, dapprima
piccoli e chiusi
poi
più aperti.
A maturità il
tessuto tende
ad essere
poco compatto
(spugnoso) e verde
alla pressione.
LA FORTE ALTERAZIONE DOVUTA ALLA CONDIZIONI AMBIENTALI PUO' ADDIRITTURA RENDERE TOSSICO UN FUNGO, CHE, IN OTTIME CONDIZIONI, SAREBBE INVECE COMMESTIBILE

Il Leccinum lepidum è un buon fungo, molto buono se raccolto da giovane. Può andare incontro a scarti man mano che invecchia, a cominciare dal tessuto spugnoso, se troppo molle. Anche il gambo, a maturità avanzata, può risultare fibroso. Comunque qualità e resa sono generalmente buone. Il sapore c'è.
Il Leccino, da prove eseguite, non sembrerebbe adatto all'essiccamento, ma occorrono altre conferme su questo punto, magari scartando sistematicamente il tessuto spugnoso, anche nelle forme giovani.
Funghi
descritti


Mazza di Tamburo (Lepiota procera)
Famigliola Buona (Armillariella mellea)
Sanguinello (Lactarius sanguifluus)
Sanguinello (Lactarius deliciosus)
Colombina Dorata (Russula aurata)
Pinarolo (Suillus granulatus)
Grassello Rosso (Hygrophorus russula)
Porcino Nero (Boletus aereus)
Porcino Reticolato (Boletus reticulatus)
Leccino (Leccinum lepidum)
Galletto (Cantharellus cibarius)
Vescia (Lycoperdon perlatum)
Moretta (Tricholoma terreum)
Moretta (Tricholoma squarrulosum)
Steccherino (Hydnum rufescens)

Possibili confusioni

A parte alcuni caratteri, osservabili a fungo totalmente integro, il Leccinum lepidum ha l'aspetto simile a un gran numero di rappresentanti delle Boletaceae, fra cui si annoverano parecchi boleti (i badii, gli appendiculati, il subtomentosus e molti altri) o suilli (granulatus, luteus). Per non parlare poi di altri Leccini. Identificare un Leccinum lepidum con assoluta certezza può essere compito per esperti qualificati, a cui ci si deve rivolgere sempre quando si è nell'incertezza.

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