I funghi

HOME | PER SAPERNE DI PIU' | RICETTE | SITI UTILI | PREVISIONI METEO | GALLERIA FOTO

Fiore di ambiente montano (1500 mt.)

 

NUMERI E
INDIRIZZI UTILI

 

 

Pag. Precedente .......... Pag. Successiva

1 ... 2 ... 3 ... 4 ... 5

Gli avvelenamenti da funghi

 

 

Un argomento antipatico, ma importante, va affrontato, se si vuole fare vera informazione sui funghi.

Alcuni funghi possono dare la morte.

Punto.

Questo, da solo, basta a destare la massima attenzione, sia nel raccoglitore dilettante che nell'esperto. Non sono permessi sbagli, gli sbagli si pagano e della superficialità ci si pente, anche amaramente.
L'errore più frequente è "la mezza sicurezza": o si è sicuri o niente. Perfino sui funghi che vengono regolarmente consumati ogni stagione occorre la massima vigilanza.
Un fungo che si ritiene straconosciuto da anni può essere bagnato e semiriconoscibile. Anche se si pensa di essere sicuri, in questi casi la regola è solo una: buttare. Non si può andare a dormire con i dubbi e dover aspettare il mattino successivo (o qualche giorno!) per verificare se ci si era sbagliati o meno.

Come ripetuto più volte su questo sito, l'esperienza si forma seguendo corsi ed esperti. Solo dopo molte stagioni di raccolta (e consumo) in compagnia di esperti, si può pensare di avere bene in mente le specie di cui si è sicuri.
Che saranno poche: i dilettanti non possono essere conoscitori approfonditi di una materia così vasta.

L'esperienza, poi, è frutto anche di molte domande e verifiche. Non è difficile: gli esperti Micologi sono rintracciabili nei Comuni, presso le ASL, o dove si vuole; i numeri di telefono sono reperibili ovunque, specialmente in Internet. Si prendono i funghi raccolti e via.

Occorre l'esperienza diretta. Non ci si può improvvisare raccoglitori solo consultando pubblicazioni e siti internet, che sono utili solo come complemento ed introduzione alla materia.

Diffidare di regole antiche e senza fondamento. Far provare i funghi al gatto non serve a niente: alcuni fanno effetto dopo molte ore. L'aglio annerito non indica nulla. Le lumache possono mangiare funghi che per noi potrebbero essere tossici, perchè il loro metabolismo è diverso. E così di seguito con altri esempi di questo genere.
L'unica regola è che il veleno è presente o assente nella specie, la quale va sempre identificata con certezza.

Per quanto riguarda i tipi di avvelenamento si va dalla semplice indigestione, fino al decesso, passando per tremende sindromi gastrointestinali della durata di molte ore.

Gli avvelenamenti più gravi danno i primi sintomi dopo molto tempo: otto, dodici, ventiquattro ore, ed anche, addirittura, dopo cinque-sei-dieci giorni.
Le sostanze responsabili attaccano fegato e reni, con danni anche in altri distretti dell'organismo. Quando ci si accorge dell'avvelenamento è ormai tardi. Nei casi in cui si riesce ad evitare il peggio vi possono essere pesanti strascichi (si può andare in dialisi, ad esempio) anche se, ultimamente, intervenendo in tempo, molti danni vengono contenuti.

Dopo esserci impressionati per bene, però, consideriamo questo: gli unici esperti, anticamente, erano gli anziani conoscitori di funghi dei paesi, che sono diventati vecchi mangiando proprio funghi. Questo ci insegna che basta la prudenza (e l'umiltà) per apprezzare uno degli alimenti più prelibati esistenti in Natura.

 

Pag. Precedente .......... Pag. Successiva

1 ... 2 ... 3 ... 4 ... 5

 

sito ottimizzato per una risoluzione 800 x 600 pixel oppure 1024 x 768 pixel

L'autore non si assume alcuna responsabilità per l'uso che potrebbe essere fatto del materiale contenuto nel sito (leggi la nota)

È vietata qualsiasi riproduzione | Contatta | Maurizio


Banner